Energia: cosa sono i contratti “Dual Fuel”?

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Una guida pratica sui contratti “Dual Fuel” o di fornitura congiunta

I contratti “Dual Fuel” (o bi-fuel) sono contratti che danno la possibilità di unire in unico contratto con un venditore la fornitura di elettricità e gas.

Grazie alla liberalizzazione del mercato elettrico, con questa soluzione, molti fornitori del servizio elettrico riescono ad offrire sconti e bonus ulteriori rispetto ai singoli contratti.

Anche su questi tipi di contratti valgono, come nelle forniture singole, le regole di trasparenza, scelte di contratto, cambio di venditore e diritto di ripensamento.

Oltre a queste regole devono essere specificate anche le conseguenze e i vincoli previsti in caso di interruzione di uno solo dei due contratti.

E’ importante ricordare che quando si scelgono le offerte “dual” le offerte gas variano da regione a regione a differenza di quelle per l’elettricità che sono valide per tutto il territorio italiano.

Quali sono i documenti che il cliente deve ricevere?

Quando viene proposta un offerta di contratto, il venditore deve fornire diverse informazioni tra le quali l’identità dell’esercente, la durata e la validità del contratto, il diritto di ripensamento e di recesso.

Entro dieci giorni dalla conclusione del contratto  il venditore deve consegnare al cliente una copia integrale del contratto, una nota informativa predisposta dall’AEEG e una scheda di confrontabilità della spesa per il confronto dei prezzi.

Cos’è la scheda di confrontabilità?

La scheda di confrontabilità è una scheda che mette a confronto la spesa stimata (imposte escluse) e quella dello stesso cliente (tipo) se invece usufruisse di un servizio secondo le condizioni economiche di riferimento stabilite dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas (il mercato a maggior tutela).

Questa scheda contiene:

-    Gli oneri previsti dal contratto
-    Un riquadro che spiega se il prezzo offerto potrà cambiare nel tempo
-    Ogni quanto potrà essere aggiornato
-    In che modo verranno calcolate le variazioni
-    Come sono applicati gli sconti e bonus previsti nell’offerta
-    Ulteriori premi, vantaggi, benefici (specificandone le modalità di applicazione)

Le clausole del servizio di fornitura.

Le clausole sono numerose e le più essenziali sono:

-    Il prezzo del servizio e le possibili variazioni nel tempo
-    Il costo di tutti gli altri oneri o spese a carico del cliente
-    Le garanzie richieste (il deposito cauzionale o la domiciliazione del pagamento)
-    Verifiche tecniche del contatore
-    Le conseguenze di eventuali ritardi nei pagamenti (specificando penali, mora etc.)
-    Gli eventuali standard di qualità aggiuntivi rispetto a quelli già previsti dall’AEEG

Cos’è il diritto di ripensamento?

Il cliente che cambia idea ha dieci giorni di tempo per comunicare in forma scritta la propria decisione di non volere più aderire al contratto.

Questi dieci giorni decorrono dal momento della proposta del contratto irrevocabile o dalla conclusione del contratto stesso.

Non ha invece diritto al ripensamento il cliente che ha concluso il contratto negli uffici fisici del venditore.

Per scegliere le migliori offerte di gas ed elettricità, MyBest offre un servizio di comparazione delle tariffe dei maggiori fornitori, dando informazioni dettagliate su sconti, bonus, aree di fornitura del servizio, etc. 

Grazie ad un team di esperti pronti a soddisfare le richieste degli utenti è possibile risparmiare sulle prossime bollette.

 

Energia: la tariffa bioraria

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Il prezzo della corrente elettrica svolta e la bioraria non conviene più come una volta

Qualche anno fa è stata introdotta l’innovativa tariffazione per risparmiare sulle bollette dell’energia elettrica: la “bioraria”.

La tariffazione bioraria consiste nella suddivione in fasce orarie del costo dell’energia elettrica.

Queste fasce, chiamate “F1, F2 ed F3″ servono, o meglio servivano, a far risparmiare ai cittadini fino al 30% sul costo della corrente in base all’orario in cui si usufruiva maggiormente dell’elettricità domestica ma qualcosa, nell’ultimo periodo, è cambiato.

A causa della grande rivoluzione delle rinnovabili in Italia, il costo dell’energia elettrica, nell’ultimo quadrimestre, ha subito un aumento rispetto alla fascia oraria F2 ed F3 (dalle 19:00 alle 21:00 e dalle 21:00 alle 08:00).

Questo quadro ha portato ad un cambiamento di prospettive sulla tariffazione bioraria: cambiamento che ha visto diminuire il risparmio sull’utilizzo degli elettrodomestici in queste fasce orarie.

Da cosa è stato causato questo cambiamento?

Questo cambiamento è stato causato da un massiccio utilizzo di energia prodotta da fonti rinnovabili durante le fasce diurne, ovvero le fasce in cui, le stesse rinnovabili, riescono a produrre piu energia rispetto alle tradizionali centrali a gas e carbone.

Durante le ore diurne le energie rinnovabili hanno priorità rispetto alle altre fonti in quanto producono più energia durante il giorno che la notte (ad esempio il fotovoltaico).

A causa di questo “decentramento di produzione” le centrali a gas (costrette a rimanere comunque in funzione anche quando non era richiesta una grande produzione di elettricità) hanno dovuto far crescere il costo dell’energia prodotta e spostare gli orari di maggiore produzione nelle fasce dove prima la produzione costava meno.

Questa situazione ha, di conseguenza, ristretto la differenza di prezzo dell’energia prodotta durante la notte e quella prodotta durante il giorno, diminuendo ovviamente il risparmio effettivo che dal 30% si è stimato al massimo di qualche euro.

Bisogna calcolare che questa situazione sta peggiorando anche a causa degli ultimi aumenti introdotti nel secondo trimestre 2012 dall’Autorità dell’energia. Aumenti che hanno inciso del 5,8% dal 1 aprile e che ad inizio maggio aumenteranno nuovamente di altri quattro punti percentuali portando in poco più di 2 mesi ad un aumento complessivo di circa il 10% sul prezzo dell’elettricità.

Questi aumenti sono ovviamente imputabili a diverse cause tra le quali l’aumento del prezzo del petrolio, gli incentivi alle rinnovabili ma anche a vecchie spese che abbiamo accumulato con il nucleare e altre varie.

Risparmiare sul costo della luce diventa sempre più difficile ma, valutando attentamente le diverse offerte dei fornitori del servizio, è possibile aggirare l’ostacolo. Grazie al comparatore di tariffe di energia elettrica di MyBest è possibile scegliere tra le diverse tariffe dei migliori fornitori di energia elettrica e cominciare a risparmiare fin da subito sulle bollette.

Energia: le rinnovabili pesano per il 10% sulle bollette

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Secondo i calcoli di Legambiente gli aumenti delle bollette energetiche sono “colpa” degli incentivi per le rinnovabili

L’associazione Legambiente ha cercato di fare chiarezza sugli effettivi rincari nelle bollette energetiche prendendo in esame la spesa media di una famiglia con un contratto in fascia protetta da 3 KW, pari a 494 euro l’anno.

Secondo i calcoli, il 59,5% viene impiegato per la produzione in centrali a metano petrolio e carbone, quindi gli aumenti in bolletta sono “colpa” degli incentivi alle energie alternative.

Pur essendo pulite e pur producendo fatturato, aumentando i posti di lavoro, le energie rinnovabili, afferma l’Autorità per l’energia, rappresentano una voce di costo in preoccupante aumento.

Dall’inizio del 2012 l’aumento del prezzo del petrolio ha prodotto un aumento di 49 euro sulla bolletta media, mentre non vi sono stati aumenti per quel che concerne le energie rinnovabili.

Nei prossimi mesi è possibile che vi sarà un aumento di 20 euro causato dalle rinnovabili oltre a nuove crescite del prezzo del petrolio.

Oggi il 59,5% di ciò che paghiamo in bolletta va a compensare l’energia prodotta da centrali a metano, petrolio e carbone e, per questa parte della bolletta, è significativo l’aumento del gas (più del 40% dal 2010).

Gli incentivi alle rinnovabili, invece, sono divisi in questo modo: il 10% viene speso per il fotovoltaico, l’eolico e le biomasse. Il 2% va al Cip6 (fonti assimilabili alle rinnovabili), voce che in realtà copre anche gli aiuti a raffinerie, inceneritori e impianti a carbone. Per finire, l’1,2% va al nucleare (ricerca e smantellamento delle vecchie centrali).

Il bilancio dell’investimento sulle fonti rinnovabili, secondo lo studio dell’istituto Althesys, va considerato nel medio periodo, il calcolo dei costi-benefici per i soldi spesi darà un beneficio economico netto di 37 miliardi di euro al 2030: fermare ora il processo di costruzione e raggiungimento del la grid parity vorrebbe dire perdere il beneficio futuro prodotto fino ad oggi.

Risparmiare sulle bollette in questo periodo è decisamente difficile ed affidarsi al comparatore di tariffe di MyBest può aiutare in una scelta mirata, rapida e imparziale sull’operatore migliore rispetto alle proprie esigenze.

Fonte: Repubblica.it

Energia: il problema per le aziende è l’aumento dei costi

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Per imprenditori e lavoratori il grande problema per “sopravvivere” è il caro energia

E’ sicuramente un punto di vista ma per imprenditori, lavoratori, piccole e grandi aziende il costo del lavoro incide in maniera sempre più evidente sul totale.

Negli ultimi giorni, in coincidenza con l’approvazione del nuovo disegno di legge sul lavoro (Articolo 18) si sta moltiplicando il numero di industriali che segnalano questo tipo di problema al governo.

Il costo dell’energia, infatti è aumentato in maniera rapida e dando parecchi fastidi alle imprese che si sono trovate a dover affrontare spese molto più alte per usufruirne, oltretutto un costo molto più alto rispetto al resto dell’Unione Europea.

Il presidente di Confindustria, insieme al presidente di Assofond (Frigerio), ha deciso di promuovere una battaglia di lobby per arrivare a ridurre i costi delle bollette energetiche, perché se è vero che che il costo del personale può arrivare al 20% per una fonderia, quello dell’energia copre un buon 15-20%.

Gli aumenti dell’ultimo periodo, inoltre, non hanno aiutato a colmare il divario con l’estero.

Nel 2011 il costo del gas per una fonderia media è stato di 50mila euro in più rispetto al 2010 e, in base alle proiezioni di Assofond per il 2012 sarà di ben 35mila euro in più.

Quello invece dell’energia elettrica è stato superiore di oltre 485mila euro e le previsioni lo vedono superiore a 535mila euro per il 2012.

Un aspetto su cui il governo ha deciso di intervenire è quello del sistema degli incentivi alle rinnovabili, un tema che sull’intero settore pesa per 107 milioni contro i 45 milioni di tre anni fa.

Le ipotesi che si possono fare a riguardo sono quelle di un inserimento di una nuova “tassa” sull’emissione di Co2.

Il governo è già intervenuto inoltre accogliendo un’altra richiesta delle fonderie: quella di separare Eni da Snam in modo da favorire la concorrenza nel settore del gas.

Fonte: Repubblica.it