Perché l'energia elettrica in Italia costa tanto

Qualunque sia la tariffa luce sottoscritta o il fornitore scelto, dopo un attento sguardo al panorama e alle esperienze pregresse, il problema è sempre lo stesso: la bolletta dell'energia elettrica è sempre troppo cara!

Qualunque sia la tariffa luce sottoscritta o il fornitore scelto, dopo un attento sguardo al panorama e alle esperienze pregresse, il problema è sempre lo stesso: la bolletta dell'energia elettrica è sempre troppo cara! La domanda che vogliamo porvi a questo punto è se vi siete mai fermati per due secondi a pensare perché nonostante tutti gli sforzi fatti il prezzo è sempre troppo alto?

Come funziona il mercato energetico italiano

Vista dell'italia da uno dei satelliti della nasa

Per rispondere a questa domanda dobbiamo partire inanzittutto dalla struttura organizzativa energetica del nostro Paese, per capire in primo luogo come l'Italia produce energia e poi la smista.

Dovete sapere che sul nostro territorio sono presenti numerosi produttori di energia e altrettanti distributori, i quali fanno capolino sotto un unico soggetto regolatore il cui compito è quello trasferire e dispacciare l'energia elettrica. Il soggetto in questione ha il nome di Terna.

Fondata nel 1999, Terna Spa è nata successivamente al "Decreto Bersani" finalizzato a liberalizzare il mercato energetico. Decreto che qualche anno più tardi ha portato Enel a cedere i suoi asset, privandosi del monopolio del mercato.

Secondo i dati diffusi da Terna nel 2014, l'86% dell'energia elettrica utilizzata annulmente proviene proprio dal nostro Paese, solo il 14% viene importato. Attenzione però, perché nonostante l'energia venga prodotta all'interno del nostro territorio, le materie prime vengono in buona parte importate da Paesi esteri, dato che l'Italia ne è povera.

Perché il costo dell'energia elettrica è così alto

Una lampadina Cara

Chiarito questo primo punto e compreso come girano gli ingranaggi dell'energia in Italia, è ora di capire come mai l'energia elettrica costa così tanto.
Il perché è da ricercarsi in diversi fattori, come le scelte fatte dall'Italia nel corso degli anni, ma andiamo con calma.
In merito a questo quesito si è espresso Fabio Riva, esperto in problemi energetici e comunicazione, rivelando che ciò che incide maggiormente sul prezzo finale dell'energia elettrica sono i costi di gestione, alti rispetto alla media UE. Con "costi di gestione" non ci riferisce soltanto ai costi relativi alla gestione degli impianti, idroelettrici, a gas metano o quelli legati al dispacciamento, come a volte erroneamente si pensa, bensì a un insieme di cose. Oltre ai costi delle strutture infatti bisogna prendere in considerazione anche ai servizi di distribuzione e prima ancora a quelli di trasmissione, oltre che agli oneri di sistema e le imposte, che gravano sulla bolletta di circa il 14,33%. Insomma, un insieme di fattori che insieme formano quello che è il costo dell'energia elettrica in bolletta. Questo senza considerare la componente energetica, il cui prezzo varia ogni trimestre e viene regolata dall'AEEGSI.

L'Italia rispetto all'Europa: confronto sulla produzione d'energia

Confronto tra i vari metodi per produrre energia

Se si vuole avere un quadro più chiaro della situazione italiana, la prima cosa che si può fare è andare ad osservare il sistema di Paesi a noi limitrofi o comunque vicini, come ad esempio la Germania, negli ultimi anni metro di paragone in Europa per quanto riguarda l'efficienza non solo energetica, oppure la Francia, e confrontarlo con il nostro.

A differenza nostra la Germania produce energia in modo eterogeneo, grazie anche alle centrali nucleari, in Italia inattive grazie al Referendum del 2011. Oltre a questa differenziazione dell'energia i cittadini tedeschi sono agevolati da stipendi mediamente più alti rispetto a quelli degli italiani, il che permette di sopportare meglio i costi di gestione, comunque elevati anche in Germania.

Mettendo invece sotto la lente di ingrandimento il sistema francese, si può notare come il Paese d'Oltralpe costituisca un caso a sé stante. A differenza delle Germania e dell'Italia, quasi l'80% dell'energia prodotta dalla Francia proviene dal nucleare. Questa, a differenza dell'energia prodotta dalle centrali a gas o a carbone, è caratterizzata da un costo più basso.

Per quanto riguarda la produzione di energia elettrica in Italia, questa poggia quasi interamente sui combustili fossili, materia prima che deve essere importata, e viene prodotta principalmente grazie alle centrali termoelettriche e al gas naturale. Avendo poi deciso con il Referendum di 6 anni fa di chiudere il programma nucleare, l'alternativa è l'energia rinnovabile.

Come abbassare il costo dell'energia elettrica

Analizzata la situazione la domanda sorge dunque spontanea: come fare per migliorare la situazione e abbassare il costo dell'energia elettrica?
Riva ha risposto a questa domanda cruciale facendo appello all'Europa. Secondo l'esperto grazie al mercato unico è possibile creare una rete che copra tutto il vecchio continente, in modo da agevolare le connessione e lo scambio di energia tra Stato e Stato.
Se si pensa che soltanto nel 2015 il nostro Paese ha consumato 67,5 miliardi di metri di gas naturale, di cui 60,8 importati da Russia, Libia e Algeria, si fa presto a capire come questa rete sia di fondamentale importanza per abbassare i costi.
Proprio in questa direzione sta lavorando duramente l'Italia negli ultimi anni, stringendo accordi e realizzando diversi collegamenti con altri Stati. Quello con la Svizzera, chiamato ""Interconnector", con la Francia e il Montenegro ne sono un esempio.

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